Roberto Giacomucci, architetto anconetano.

Il design per lui è una passione nata per caso che si rivela essere uno stile di vita. Sfrutta le conoscenze acquisite negli anni di studio per imparare a gestire spazi, tecniche e materiali. Artigiano del design, considera fondamentale conoscere l’anima della materia da plasmare, verificandone passo dopo passo la trasformazione e stabilendo così un rapporto unico con l’oggetto. È un designer estroso, ironico, ma concreto, non un mero visionario dalle idee irrealizzabili. Crede nei talenti locali e nei giovani promettenti, molti dei quali passati per i suoi corsi alla Facoltà di Architettura di Ascoli. Art Director di aziende delle quali ama valorizzare il mood, applica abilità strategiche/comunicative per promuovere la diffusione capillare e “democratica” dei progetti.

"Il lavoro di Roberto Giacomucci rientra pienamente in quell'area leggera, apparentemente disincantata, dell'ultima generazione di designer che presentammo (con un certo scandalo) al design museum della triennale nel 2007, una mostra che sta facendo il giro del mondo (Barcellona, Istanbul, e in futuro a Pechino e Taiwan). Si tratta di un design totalmente diverso da quello del XX secolo, che cercava prodotti di massa e soluzioni definitive: un design che “modernizza la modernità” entrando negli interstizi dimenticati, nei sotto sistemi domestici, nelle pieghe dell'impensato, come i micro-crediti può cambiare la qualità dei grandi sistemi urbani."

Andrea Branzi, Milano 2012

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